Bravo Caselli

Gian Carlo Caselli è uscito da Magistratura democratica, corrente di cui rappresentava una colonna fin dalla fondazione, sbattendo la porta. Quando ha letto sull’agenda di Md per l’anno prossimo una frase di Erri De Luca che farneticava di una “guerra civile a bassa intensità” che si sarebbe svolta in Italia negli anni Settanta, con “migliaia di detenuti politici”, è andato su tutte le furie.
7 AGO 20
Immagine di Bravo Caselli
Gian Carlo Caselli è uscito da Magistratura democratica, corrente di cui rappresentava una colonna fin dalla fondazione, sbattendo la porta. Quando ha letto sull’agenda di Md per l’anno prossimo una frase di Erri De Luca che farneticava di una “guerra civile a bassa intensità” che si sarebbe svolta in Italia negli anni Settanta, con “migliaia di detenuti politici”, è andato su tutte le furie. La giustificazione dei curatori dell’agenda, secondo cui non si poteva “censurare” un testo “così bello” solo perché “alcuni passaggi si prestavano a interpretazioni ambigue” non ha certo persuaso Caselli. D’altra parte nella tesi di De Luca non c’è proprio niente di ambiguo, c’è la rivendicazione delle “ragioni storiche” del terrorismo rosso, così come oggi c’è la giustificazione e l’appoggio alle azioni illegali e violente dei No Tav della Val di Susa, compresa la campagna minatoria nei confronti del procuratore torinese che ha incriminato alcuni dimostranti per i reati commessi.
Che cosa ci sia, invece, di “tanto bello” nelle filippiche di De Luca non è chiaro, anche se naturalmente ognuno è libero di avere i suoi gusti. E’ invece curiosa la loro idea di che cosa sia una “censura”: non si trattava di cancellare frasi da un testo altrui, ma di scegliere che cosa pubblicare su un testo edito a nome della corrente di Magistratura democratica, conferendo quindi alla scelta una sorta di espressione di consenso o almeno di apprezzamento. La rivendicazione, da parte di De Luca, di azioni criminali di cui sono stati vittima anche numerosi magistrati non merita di certo questo apprezzamento, soprattutto da una categoria che è stata in prima linea nella lotta contro il terrorismo. Caselli lo ha capito e ne ha tratto le conclusioni con coerenza, il che gli fa onore.